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D.M. 18/09/2001 n. 4683. Per l'assegnazione e l'erogazione dei finanziamenti di cui al comma 2, si prescinde da qualunque adempimento previsto dalle stesse leggi ad eccezione di quelli relativi all'individuazione dei parametri o delle quote di riparto". -La Legge 30 novembre 1989, n. 386, reca "Norme per il coordinamento della finanza della regione Trentino-Alto Adige e delle province autonome di Trento e di Bolzano con la riforma tributaria". - L'art. 12 del Decreto legislativo 16 marzo 1992, n. 268 (Norme di attuazione dello statuto speciale per il Trentino-Alto Adige in materia di finanza regionale e provinciale), è il seguente: "Art. 12. 1. Le disposizioni in ordine alle procedure ed alla destinazione dei fondi di cui all'art. 5 della Legge 30 novembre 1989, n. 386, si applicano con riferimento alle leggi statali di intervento previste, anche se le stesse non sono espressamente richiamate. 2. Le disposizioni di cui all'art. 4, comma 3, del Decreto legislativo 16 marzo 1992, n. 266, non concernono l'attribuzione o la ripartizione di fondi statali a favore della provincia per scopi determinati dalle leggi statali. A detti fondi continuano ad applicarsi le disposizioni di cui all'art. 5, comma 2, della Legge 30 novembre 1989, n. 386. 3. In caso di assegnazione di finanziamenti ai sensi dell'art. 5, comma 2, della Legge 30 novembre 1989, n. 386, i relativi stanziamenti di spesa sono comunque iscritti nel bilancio provinciale nella misura necessaria per far fronte rispettivamente agli impegni ed ai pagamenti previsti per l'esercizio in corso, salvo l'obbligo di compensare gli eventuali minori stanziamenti rispetto alle assegnazioni con maggiori stanziamenti negli esercizi successivi. 4. Le somme assegnate ai sensi dell'art. 5, comma 2, della Legge 30 novembre 1989, n. 386, sono erogate in una o più soluzioni, prescindendo da qualunque altro adempimento". Art. 12. Disposizioni finali 1. Agli interventi di bonifica e ripristino ambientale dei siti inquinati previsti dal Programma nazionale si applicano le definizioni, i limiti di accettabilità, i criteri, le procedure e le modalità stabiliti nel regolamento di cui al Decreto ministeriale 25 ottobre 1999, n. 471. 2. Con la medesima procedura di cui all'articolo 1, comma 3, della Legge n. 426/1998 si provvede all'integrazione del programma allegato al presente Decreto. 3. Con successivi decreti si provvederà al trasferimento delle risorse alle regioni o alla contabilità speciale dei commissari delegati per l'emergenza rifiuti nonchè all'ulteriore ripartizione delle risorse disponibili. 4. Sono fatti salvi i poteri attribuiti ai commissari delegati dalle ordinanze di protezione civile. Roma, 18 settembre 2001 Il Ministro: Matteoli Visto, il Guardasigilli: Castelli Registrato alla Corte dei conti il 30 ottobre 2001 Ufficio di controllo sugli atti dei Ministeri delle infrastrutture ed assetto del territorio, registro n. 5, foglio n. 296 Allegato A Interventi di interesse nazionale (Art 1 - Legge n. 426/1998) Regione Denominazione sito Veneto Venezia (Porto Marghera Campania Napoli Orientale Sicilia Gela Sicilia Priolo Puglia Manfredonia Puglia Brindisi Puglia Taranto Liguria-Piemonte Cengio e Saliceto Toscana Piombino Toscana Massa e Carrara Piemonte Casal Monferrato Campania Litorale Domizio Flegreo ed Agro Aversano (Ca serta-Napoli) Liguria Pitelli (La Spezia) Piemonte Balangero Piemonte Pieve Vergonte Allegato B Interventi di interesse nazionale (Art. 1 - Legge n. 426/1998) Schede descrittive Venezia (Porto Marghera) Comune - Località. Venezia. - Tipologia dell'intervento. Bonifica e ripristino ambientale dell'area industriale di Porto Marghera, dei sedimenti lagunari nonchè di altre aree inquinate (Cassa di colmata, isola Sacca Fisola, discarica di S. Giuliano). - Perimetrazione. In data 23 febbraio 2000 è stato pubblicato il Decreto di perimetrazione, a firma del Ministro dell'ambiente delle aree potenzialmente inquinate. L'area perimetrata si estende per 3595 ha di cui 479 ha rappresentati da canali e 3116 ha da suoli. Tali dimensioni pur vastissime non esauriscono probabilmente l'intero perimetro del sito da bonificare. Esso infatti comprende i siti interessati da smaltimento abusivo dei rifiuti industriali (discariche) e le aree comunque interessate dalla diffusione dei contaminanti. Si ricorda che, al fine di contenere la diffusione dell'inquinamento ed avviare l'azione di risanamento, il Ministro dell'ambiente con ordinanza del 1 ottobre 1996 dispose che venissero avviati: - gli interventi di escavo dei canali industriali; - la conterminazione/banchinamento delle sponde di detti canali; - la messa in sicurezza e bonifica delle discariche abusive. Per avviare queste iniziative il Ministero dell'ambiente ha già stanziato 106,5 miliardi di lire. Con "l'Accordo di programma sulla chimica a Porto Marghera" le aziende firmatarie si sono impegnate a procedere alla caratterizzazione, messa in sicurezza e bonifica delle aree, ivi comprese quelle dismesse e/o in via di dismissione (aree "Petrolchimico Uno": 50 ha; aree "Depositi petroliferi": 26 ha). - Principali caratteristiche ambientali. La vulnerarabilità del sistema lagunare rende particolarmente preoccupanti gli apporti di inquinanti che continuano a giungere nei sedimenti lagunari a causa del dilavamento delle aree inquinate. È necessario per altro sottolineare che la concentrazione di attività industriali altamente inquinanti e la contemporanea coesistenza nella stessa area lagunare a basso ricambio di centrali termiche, che scaricano imponenti quantità di acque calde, rende l'impatto sulla laguna realmente drammatico. L'area industriale è caratterizzata dalla presenza di un sistema acquifero multistrato ad elementi sovrapposti ed idraulicamente ben definiti; in particolare, sono individuabili tre corpi acquiferi distinti: superficiale, primario e secondario e profondo (confinato). I livelli impermeabili continui separanti i corpi acquiferi sono costituiti da: livello impermeabile superiore, interposto tra acquifero superficiale (materiale di riporto) e acquifero primario sabbioso; livello impermeabile intermedio posto alla base dell'acquifero primario; livello impermeabile inferiore posto alla base dell'acquifero secondario. - Costi di messa in sicurezza e/o bonifica. La regione Veneto ha formulato per l'escavo dei canali e banchinamento, la bonifica delle aree pubbliche e la bonifica delle aree private una stima di costo di larga massima pari a 1457 miliardi di lire, considerando un costo di dragaggio e bonifica dei canali industriali pari a 900 mld riducibile alla metà sulla base dell'utilizzo delle migliori tecnologie disponibili (stima A.P.V.). - Piano di caratterizzazione. Aree industriali - Accordo di programma della chimica. È stata completata, da parte delle aziende interessate, la caratterizzazione dei siti secondo una maglia 100<$>\times <$>100 m, con i relativi piezometri in ragione di uno ogni dieci punti di campionamento. Canali industriali: È stato completato l'accertamento dello stato qualitativo dei sedimenti dei canali industriali. Dai dati sinora raccolti, si stima un quantitativo di sedimenti ad alta contaminazione pari a circa 2 milioni di metri cubi, mentre il quantitativo totale di sedimenti da rimuovere è stimato intorno a 6 milioni di metri cubi. - Progetto di messa in sicurezza e/o bonifica. A seguito dell'atto di intesa stipulato tra il Magistrato alle acque e l'Autorità portuale, risultano di competenza del Magistrato alle acque gli interventi di banchinamento relativi ai seguenti canali: canale industriale Sud (sponde Nord e Sud), canale S. Leonardo Marghera (sponda Ovest), canale industriale Ovest (sponda Sud), Canale Brentella (sponde), canale industriale Nord (sponda Nord), sponde Isola Petroli; risultano di competenza dell'Autorità portuale i seguenti banchinamenti: testata Molo Sali, sistemazione della sponda Sud del canale industriale Nord, banchina Grandi Molini in canale Ovest (in concessione a privati), banchina Trento al molo A, banchina Sali in bacino molo A, banchina Liguria (secondo tratto) in canale Ovest. È stata affidata al concessionario la progettazione preliminare per gli interventi di "marginamento" delle sponde dei canali: Industriale Sud (lato sud), Malamocco-Marghera (lato ovest), Industriale Ovest (lato sud) ed Isola dei Petroli (lato est), il cui completamento dei progetti esecutivi è previsto entro il 31 dicembre 2000. La copertura finanziaria di tali interventi (stimata in 50 miliardi) è assicurata attraverso i fondi della Legge speciale assegnati al Magistrato alle acque. È stato anche definito il crono-programma degli interventi da finanziare con le risorse CIPE (Legge n. 641/1996), mentre si prevede a breve l'avvio dell'appalto concorso (fase di preselezione) per l'intervento di bonifica del canale Lusore-Brentelle, il dragaggio della darsena della Rana nel canale Industriale Ovest e la sistemazione delle banchine di detta darsena, compre- Napoli orientale Comune - Località. Napoli - Tipologia dell'intervento. Bonifica e ripristino ambientale di area industriale dismessa ed area marina antistante comprensiva dell'area portuale. - Perimetrazion. In deroga alla normativa vigente (ordinanza n. 2948, art. 8 - comma 3, del 25 febbraio 1998), la perimetrazione è di competenza del commissario delegato -Sindaco di Napoli, acquisita l'intesa del Ministro dell'ambiente. L'intesa è stata data dal Ministro dell'ambiente al commissario delegato in data 24 settembre 1999. In data 31 dicembre 1999 è stata emanata la relativa ordinanza commissariale di perimetrazione. L'area a prevalente destinazione industriale, così come definita dal P.R.G. vigente (zone N e F2) compresa all'interno del perimetro individuato (vedi figura allegata) può essere suddivisa in quattro grandi sub-aree: polo petrolifero (estensione di circa 345 ettari) dove sono localizzate le principali trolifero (estensione di circa 345 ettari) dove sono localizzate le principali aziende petrolchimiche (Kuwait, Esso, Italcost, IP, Shell, Agip) e le grandi industrie meccaniche e di mezzi di trasporto; zona Gianturco (estensione di circa 175 ettari), dove sono localizzate le attività manifatturiere ed il commercio all'ingrosso; zona Pazzigno (estensione di circa 200 ettari), dove sono localizzate aziende di piccole dimensioni con attività di settore prevalentemente imperniate sui materiali ferrosi, non ferrosi e meccanici; fascia litoranea del quartiere S. Giovanni, che si estende dalla darsena petroli a Pietrarsa vicino al confine comunale (estensione di circa 100 ettari), dove sono ubicati gli insediamenti dismessi dell'industria metallurgica e metalmeccanica, la centrale Enel di Vigliena e il depuratore di Napoli; area marina antistante nel limite di 3000 metri dalla linea di costa e comunque entro la batimetrica dei 50 metri. L'area ha una estensione complessiva di circa 820 ettari. L'indagine eseguita in occasione della stesura del P.R.G. di Napoli, ha individuato nel suo complesso 34 aree di impianti produttivi dismessi, per una superficie complessiva di circa 130 ettari di cui ben 77 localizzati all'interno della prima sub-area (40 ettari rappresentati dall'area dismessa degli impianti chimici e di raffinazione della Kuwait) e con una volumetria di fabbricati di circa 3,5 milioni di mc. È quindi evidente che l'area è investita da un processo di svuotamento e ridimensionamento dell'apparato produttivo originario che ha conseguentemente determinato un forte stato di abbandono e di degrado. Sono significative a tale proposito le gravi condizioni di degrado e di inquinamento provocate dalle antiche attività industriali e dalla vicinanza della foce del fiume Sarno su un ampio tratto di spiaggia nel quartiere S. Giovanni. Di qui l'esigenza di procedere ad interventi di caratterizzazione puntuali al fine di evidenziare lo stato di inquinamento delle aree in vista della riqualificazione del paesaggio urbano e della costituzione di un grande parco attrezzato a scala urbana e territoriale nonchè della ricostituzione della fascia litoranea.
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